«Una grande emozione, come è naturale che sia quando un progetto comincia a prendere forma. Con Milano Padel siamo partiti tre anni fa dalla Serie D e quest’anno ci siamo trovati a giocare le Final Four. Abbiamo raggiunto tutti gli obiettivi prefissati e siamo motivati per crescere ancora».
È un Antonio Civita particolarmente soddisfatto quello che parla al rientro da questa prima esperienza nella massima serie del campionato italiano, dove le donne si sono laureate vice-campionesse d’Italia, nella bellissima cornice dell’Happy Village di Terni: «Sostanzialmente abbiamo perso solo da Gemma Triay, la più forte giocatrice del mondo: fare meglio era davvero impossibile. E anche gli uomini si sono comportati molto bene, garantendosi la permanenza in Serie A, in una stagione dove hanno perso un solo match, contro il Monviso a Torino che ha lottato sino alla fine pre il titolo di Campione d’Italia, 7-5 al terzo set in una partita memorabile. Come potremmo non essere soddisfatti?».
Il Presidente di Milano Padel ha poi voluto sottolineare due aspetti di questa avventura, a testimonianza che il percorso conta quanto il risultato finale: «Prima di tutto voglio fare i complimenti ai vincitori, il Circolo Canottieri Aniene di Roma, e non solo per questo successo ma per tutta l’attività rivolta al padel durante questi anni, anche e soprattutto grazie al mio amico Alessandro Di Bella, una delle persone che più stimo in questo mondo sportivo e con il quale è sempre bello e arricchente potersi confrontare. Sono stati tre giorni di sana competizione sportiva e questo aiuta a far crescere la manifestazione.
Personalmente sono fiero di due circostanze: aver schierato squadre composte essenzialmente da italiani, dieci su dodici, con l’eccezione di un giocatore spagnolo, Alfons Sanchez e un ragazzo italo/spagnolo, Pablo Pelassini, peraltro entrambi tesserati con Milano Padel da quando è iniziato il nostro progetto. È una strada che vogliamo continuare a percorrere anche nei prossimi anni: vorrei che i principali protagonisti della nostra squadra, giocatore straniero a parte, siano soprattutto ragazzi italiani, che possano contribuire alla crescita del nostro movimento». Il secondo aspetto è ancora più determinante: «Aver schierato, anche nei match decisivi, un ragazzo di 17 anni, Noa Bonnefoy, è stata una scelta coraggiosa e vincente. E il risultato più significativo sono i miglioramenti che Noa ha dimostrato nel corso della stagione. Aver contribuito a tutto ciò, deve essere motivo di orgoglio».
Proprio l’impiego dei giovani è un must per Milano Padel: «Sono il futuro della nostra squadra e di questo sport, ci crediamo tanto e li supporteremo durante tutto il loro cammino – ha detto Civita -. Anzi, mi piacerebbe che venisse introdotta come regola l’obbligo di schierare almeno un giocatore under 23 nelle tre coppie che scendono in campo: vorrebbe dire responsabilizzarli e spingere i club a investire sui giovani».
Il gruppo di Milano Padel è stato guidato da capitan Mauricio Algarra, sostenuto nella sua duplice veste da Emily Stellato, brillante in campo quanto in panchina: «Sono stati tre giorni fantastici – ha detto la campionessa d’Italia in carica, titolo conquistato in coppia con un’altra protagonista di Milano Padel, Carolina Petrelli -. Grazie alla squadra per aver condiviso tante emozioni forti, a chi ha creduto e crede in questo gruppo di ragazze, a partire da coach Maurico Lopez al Presidente che ci ha scelte e volute. Valori umani e sportivi ci rendono un gruppo davvero speciale». Le ha fatto eco, capitan Mauricio: «Abbiamo raggiunto tutti i nostri obiettivi per questa edizione della Serie A. Sono fiero di far parte di questa squadra che ha messo il cuore in ogni partita, sempre dimostrando i valori che ci rappresentano. Per le ragazze, laurearsi vice-campionesse al primo tentativo è stato un bellissimo risultato, ma tanti altri seguiranno in futuro. Sapevo di allenare una squadra molto forte in campo, ma il lato umano è stato ancora più significativo. Infine, un ringraziamento al Presidente, Antonio Civita, per la fiducia che ha riposto in tutti noi e per la sua capacità di trasmettere i valori che contraddistinguono questa squadra».
Infine, c’è qualcosa che il Presidente vorrebbe cambiare in questa straordinaria Final Four? «Il mio approccio alle partite perché sono diventato afono già dopo il primo match! Anche in questo serve esperienza…».
Milano Padel vuole dunque ringraziare tutti i giocatori, giocatrici e coach coinvolti e qui elencati in rigoroso ordine alfabetico: Federico Beltrami, Noa Bonnefoy, Leonardo Bulgarini, Denny Cattaneo, Lorenzo Cernigliaro, Lorenzo Di Giovanni, Mauricio Lopez Algarra, Martina Parmigiani, Pablo Pelassini, Carolina Petrelli, Agustin “Bubu” Salandro, Alfons Sanchez, Matteo Savoldi, Chiara Stagno, Emily Stellato, Giulia Sussarello, Elsa Terranova e Roberta Vinci.
L’anno scorso, Noa ha vinto il match di spareggio per la promozione in Serie A, questa volta è stato protagonista nell’incontro decisivo per rimanere nel massimo campionato. E l’unica sconfitta è arrivata a Torino, 7-5 al terzo contro una coppia molto solida come quella fornata da Andornino e Facundo: «Però nemmeno quella è stata una vera sconfitta – ha detto Bonnefoy – perché, alla mia età, o si vince o si impara. E io quest’anno ho imparato tanto potendo condividere allenamenti ed esperienze con top players come Denny Cattaneo, Lorenzo di Giovanni, Federico Beltrami e Alfons Sanchez. Ed è solo l’inizio di questa avventura perché voglio dannatamente vincere uno scudetto con Milano Padel».